E adesso mettiti comodo proprio lì, tra il cuscino e il posacenere.
Se vuoi prendi la birra in frigo.
I tasti con le frecce ti mandano avanti o indietro. Quando sei pronto puoi premere il tasto play sul tuo telecomando.
Quello che stai vedendo non è il film. Non è il tuo dannatissimo film, quello che tutti conoscono.
Questa è la parte oscura, questo è il lato B. Solo per eletti e collezionisti.
Questo è il tuo specchio più vicino, quello meno rassicurante.
Questa non è il tuo film. Bensì il Making Of.
Qui puoi raccontarti tutto quello che vuoi, tutto quello che avresti voluto, tutto quello che non ti aspettavi, e ovviamente in una parte dovrai dire che il regista che ti ha scelto in questo film è il migliore regista con cui hai mai lavorato, il più severo, il più talentuoso, il più artistico e il più simpatico. Devi dire che sa fare il suo mestiere ed è temuto da tutti eppure è una persona così semplice, modesta e alla mano.
Devi dire che sul set si è creata una vera e propria famiglia, che sarà un peccato quando ve ne tornerete tutti a casa, e che mentre eravate lì ognuno di voi sapeva che stava partecipando a un film che avrebbe fatto storia.
Ringrazia il tuo regista che ti ha dato la possibilità di essere ciò che sei ora, che ha avuto fiducia in te. Ed è grazie a lui che sei un attore affermato.
Dopo aver fatto tutto questo, ricordati che non è il film. Ma è ciò che gli sta attorno.
Perché fuori da questo film, tu sei quello che gira in ciabatte e che non ha tempo per fare la spesa. Perché fuori da questo film tu sei l’essere più lontano da ciò che rappresentavi.
Questo è il lato oscuro in cui si riversano le frustrazioni, qui puoi dire che in fondo non eri così contento di indossare quella parrucca o quegli occhiali, quella gonna o quella maschera. Che tu volevi interpretare un altro ruolo, però il regista ha deciso che tu non ne eri capace.
Magari volevi essere il giovane innamorato, eppure sei il cattivo basso e tarchiato, perché sarebbe ridicolo se uno come te facesse l’ingenuo protagonista.
Nessuno tiene conto della tua voglia di fare, nessuno ha contemplato il fatto che il tuo impegno in questo progetto è stato terribilmente più ampio di ciò che ti era stato richiesto.
Nessuno ti ha chiesto se ti sei appassionato alla storia, che cosa significava per te quel film.
Quel film con così tante parole azzeccate, con quelle immagini così nitide che sembravano uscite dal tuo inutile cuore basso e tarchiato. Quel film con quelle battute che ti facevano commuovere ogni volta che le provavi.
E invece ti tocca sentire l’intervista del regista, che senza vergogna dice che il suo film era partito come un documentario sugli usi e costumi ma poi hanno deciso di mettere giù qualche battuta in più.
Non bisognerebbe mai sentire la spiegazione del proprio film preferito.
Non bisognerebbe mai vedere la faccia di quello che canta la canzone profonda che ti ha cambiato la vita, perché spesso è un ubriacone che scrive le parole facendo dialogare un dizionario e un dado.
Ma il lato B è tutto questo, è il tuo renderti conto che il film non ti ha poi cambiato la vita così tanto, che in fondo non vedevi l’ora di tornartene a casa da tua moglie e da quel figlio che non hai visto nascere, e che probabilmente, a parte gli addetti ai lavori nessuno si ricorderà di questa fatica.
Le cose non sono andate proprio come avevate progettato, tu non sei quell’uomo felice che speravi, e la tua immagine sullo schermo è sempre più lontana da ciò che avevi deciso di essere.
Questo è il Making Of, il “Come siamo arrivati a questo?”.
Questi contenuti speciali sono l’unico straccio di realtà previsto nel tuo famosissimo film.
E se sei pronto per vederli puoi premere il tasto play sul tuo telecomando.

….ti ha ispirato Klimt??
Beh io sto tranquillo che del lato B del mio film non faccio parte. Nessuno mi ha fatto interviste, a parte una truccatrice dall\’occhietto malizioso che sembrava mi denudasse con gli occhi ed un\’altra ragazza che mi ha raccontato che il tradimento è dietro l\’angolo, anke da parte di quelle persone che non t\’aspetteresti mai e parlando di Margherita mi disse: "Tu credi che lei adesso sta dormendo nel suo lettino, ma invece poi scopri che si sta divertendo con qualcun altro."Io ridendo pensai che in fondo, tutto ciò che sta al di fuori dei momenti che io e Margherita passiamo insieme, non mi riguarda. Anke perchè io ormai la differenza fra una persona che mi ama ed una che non mi ama riesco a vederla subito.Forse nessuno conoscerà il mio film perchè non uscirà neanke nelle sale e se uscirà non credo che godrà del grande successo che può godere un Casinò Royale o un Cavaliere Oscuro.No io sono solo i 30 secondi in cui fumo una sigaretta (che ad ogni ciak era invece sempre un\’altra che bruciava allo stesso punto) e chiedo alla protagonista (cioè mia cugina) cosa farà dopo l\’estate.Non ci saranno collezionisti che guarderanno il making of di un figurante speciale.Ma posso dire che il regista con cui ho lavorato era veramente uno qualunque. Aveva tutti i difetti dell\’italiano medio… Sembrava come un bambino che vuole costruire la torre Eiffel con il lego, ha tutti i pezzi, ma non sa da dove cominciare. Però davanti ai suoi collaboratori ostentava sicurezza e dava ordini. Li dava anche a me, e ho scoperto grazie a lui che fare cinema è molto più difficile che fare teatro. Perchè a teatro non devi preoccuparti di "non guardarmi in camera" e ne tanto meno devi eseguire gli ordini di qualcuno che devi fare finta che non esista.Non so cosa avrei voluto essere. So solo che m\’è piaciuto. So solo che se potessi lo rifarei. Anke a costo di stare in piedi 3 ore tutti i giorni… Sarà che tutto ciò che è interpretazione a me fa impazzire. Perché anke attraverso un personaggio diverso dal tuo non puoi fare a meno di trasmettere qualcosa che di tuo ci sarà sempre, al di là del personaggio. Non ho mai scelto di essere nessuno. Sarà un difetto, sarà un pregio, ma le cose che ho scelto nella mia vita sono così poche, che non me la sentirei neanke di decidere quale personaggio interpretare in un film. Certe scelte spettano solo ed unicamente al regista.Famiglia o non famiglia, comunque le persone che s\’incontrano sul set muoiono alla fine del Making Of. Bisogna comunque separare le vere amicizie dalle collaborazioni lavorative, che per quanto piacevoli, rimarranno sempre un\’occasione unica che inizia lì sul set e finisce quando il set si smonta…
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