Stanno chiudendo le porte, stanno spegnendo le luci.
Tra poco non ci sarà spazio per nient’altro.
Gente semi nuda cammina avanti e indietro frettolosamente.
I bambini gridano, le mamme li inseguono con gli ombrelli aperti.
Tra poco saliamo sulla giostra, allacciamoci bene, che stavolta il cannone ci butta lontano.
Allacciamoci bene, che magari riusciamo a vedere tutto il panorama che ci lasciamo alle spalle. E magari possiamo pensare che tutto quello l’abbiamo fatto noi, con fatica.
So che state aspettando. So che ci incontreremo senza parlarci, so che saremo in due istanti diversi, eppure entrambi nello stesso tempo.
Carichiamoci insieme, beviamoci su. Che se questa non va, è proprio finita.
Fuori dal mondo incantato, fuori dalle foreste e dalle corti, piove a dirotto. Piove su quella barca rovesciata, sui nostri vestiti dimenticati. Piove su questa paura che abbiamo e sull’euforia che ci farà dimenticare, che ci accompagnerà.
Piove sulla nostra voglia di fare, sulle litigate notturne, sulle risate, sul rischio di non farcela, sulle rinunce.
E io ti sto pensando come non mai. Mi sto chiedendo se è possibile fingere stati d’animo così diversi fra loro, se si è capaci di rendere felici quando là dentro nulla è più al posto giusto.
Manca poco.
Il trucco servirà a coprire le impronte lasciate dalle mie lacrime.
Sto per entrare. Stiamo per entrare.
Metterò tutto da parte e vi stupirò. Vi insegnerò qualcosa in questi abiti che non sono né da prete, né da professore.
Entrerò con questa parrucca nera, con questo vestito troppo lungo. E vi farò ridere.
Attorno a me i compagni di viaggio, non sono mai stato solo.
Avete riso. Per la prima volta. E ancora, di nuovo.
Riesco a scorgere il sorriso dei bambini che ci inseguono con lo sguardo, che stanno salendo con noi sulla giostra e accettano di farsi buttare lontano. E sento anche voi, che forse di salire non ne avete il coraggio, non tutti.
Sento voi che non conosco, e voi che mi amate. E sono qui anche per voi che non mi stimate, voi che chissà cosa pretendete.
Un bambino parla ad alta voce, una tenda si scosta, filtra la luce. Cade l’inganno. I mondi entrano in contatto, e ci sentiamo un po’ tutti burattini, un po’ tutti finti.
Arriva la realtà, e fa male. Solo era bello avere l’illusione, che magari lì, dove c’è il buio, c’eri seduta tu. Che mi guardavi, che guardavi solo me, come al solito.
Dura poco, torna il buio.
Tra poco c’è il momento che aspettavo. So che in fondo hai un posto privilegiato. So che qualunque cosa stia succedendo da quelle parti, tu hai me negli occhi.
E io nel cuore, sopra tutte quelle cose in disordine, ho te.

…il Tuo cuore guarirà Diego. Si ricuciranno tutte le ferite, i graffi si cicatrizzeranno..li disinfetteremo insieme.
Le Tue lacrime un giorno forse si confonderanno con quella pioggia..un giorno forse le Tue lacrime si confonderanno con le mie.
Forse inizierai a piangere di gioia, e quando succederà, forse non sarai più tu a stupire gli altri..ma inizierai a stupire te stesso.
Non ero in "quel buio"..non perchè non lo desiderassi..forse non era semplicemente "il momento".
Ognuno di Noi ha "un\’entrata in scena", e magari dopo aver smesso per un periodo..forse un giorno ritoccherà a me fare
quell\’entrata. Forse ritornerò a strappare applausi..forse ritornerò a ricevere complimenti dopo uno spettacolo..ma ora no..ora è il Tuo momento..ora si, sto "entrando in scena"..ma il mio copione almeno per adesso, è solo per quello spettatore con il vestito troppo lungo e la parrucca nera.
C\’ho pensato anche io a quella persona tra il pubblico ,e so che tu , prima e più forte di tutto , l\’avresti voluta là.Ma Lei c\’è , sempre , ogni istante della tua vita ….. è nei tuoi occhi , nei tuoi sorrisi ed anche nelle tue lacrime . Non restare su quel palco buio , Lei è con Te … SEMPRE.
E\’ nel cuore che devi cercarla , proprio lì sopra , a tutte le cose in disordine .