Davanti a miliardi di puntini luminosi che definiscono la mia immagine del desktop, cerco di trovare la stabilità di questo universo virtuale.
Trasmettere i sentimenti sui tasti è sempre una sensazione particolare, e chi lo sa quello che alla fine esce fuori. E se tu dall’altra parte dello schermo credi di non capire, sappi che non sei l’unico.
Non sempre c’è qualcosa da dire.
A intermittenze regolari il cursore vuole incitarmi a scrivere. E io lo farò.
E lo farò solo perché è un modo per farsi male e allo stesso tempo riposarsi, per permettersi una pausa dalle parole in eccesso.
Dalle parole di chi cerca a tutti i costi di cambiarti, di chi non crede in quello che fai.
Da chi pensa che lo fai male, e da chi pensa che non lo fai affatto.
Da chi cerca a tutti i costi un senso, e da chi il senso non lo vuole vedere.
A te che non hai voglia di vivere.
A te che mi riempi delle le tue insoddisfazioni.
A te che mi getti le colpe addosso per sentirti migliore.
Io non lo so dove sto andando, dove mi porta quello che faccio. Ma so che ci credo, e che voglio vivere. Che voglio vivere per tutti quelli che non lo fanno. Per tutti quelli che sono già morti da tempo.
Non ho nulla di perfetto, e non ho mai desiderato averlo. È nell’imperfezione che ho sempre trovato il mio cielo.
Non voglio far quadrare i conti.
E sono troppi quelli che cercano la tessera mancante del puzzle, e io mi sono stufato.
C’è qualcuno sempre alla ricerca di cataloghi, istruzioni, ricette.
Gioco col mio cane che non ricordava neanche più come si faceva.
Qua non lo fa più nessuno da un bel po’.
Mi tornano in mente immagini.
Una puttana, all’angolo della strada legge la Bibbia.
Come è tutto incoerente, splendido e crudele.
E macino follia che chissà a cosa porta,
e mi lascio andare senza preoccuparmi di ciò che vogliono, di ciò che chiedono, pretendono.
Provo a non ascoltare chi cerca di trascinarmi nel suo baratro, e continuo a considerarmi un sopravvissuto.
Il nulla qui non è ancora di casa, e il mostro sembra dormire, anche se inquieto.
Farò di tutto affinché non si svegli mai.
…e poi arriva lei. L’unica donna di cui mi fido veramente. Mi parla di cose stupide, di punti del supermercato, di piumoni e calzini. Ma negli occhi, in quegli occhi gonfi, vedo che c’è il fuoco. Che c’è vita.
E capisco da chi ho preso, perché sono così, e perché non mollerò.
E mi rendo conto di quanti quel fuoco non lo vedranno mai, di quanti si accontenteranno di un tepore – pur avendo legna e camino – e crederanno che quello vuol dire vivere. Che l’insoddisfazione è solita compagna di viaggio.
Quanti continueranno a cercare il fuoco in mezzo al ghiaccio, e quanti non lo faranno per paura di non trovarlo.
Chiedimi di aiutarti, ma non di compatirti.
E se tu dall’altra parte dello schermo credi di non capire, sappi che non sei l’unico.
Non sempre c’è qualcosa da dire.

Semplicemente meraviglioso.(Anche un po\’ incoerente, splendido e crudele).Ma in tutto ciò, chi ha colpe?Un bendato che cerca i colori? No di certo. Specie se non sa di essere bendato.Ma ci pensi? La prospettiva di non poter VIVERE davvero.Ma allora si che ti metti a cercare il fuoco in mezzo al ghiaccio.Un po\’ come dire "sognamo con quello che abbiamo", no?
Non so se al gruppo giù in parrochcia abbiate mai provato la risonanza.. cioè che dopo la lettura di un brano, invece di commentarlo, ognuno semplicemente sceglie la/le frase/i che l\’hanno + colpito e la/e ripete a voce alta..
Questo brano mi fa venire una voglia tremenda di farlo..!
Vivere per tutti quelli che non l\’ hanno fatto è un gesto nobile ed eroico, nonchè pericoloso,perchè si rischia di dimenticare se stessi.Non è un inno all\’ egoismo,questo,è la constatazione del fatto che le più alte vette sono le più dure e fredde da raggiungere, e il cammino non è impossibile, ma ben più ambizioso.Diego,chi,come te, dà la propria vita per gli altri a costo di soffrire ha un talento raro,che è bene tenere con sè.Una vita più rischiosa, in cui non mancheranno amarezze,delusioni e marcie aspetative,è questo quello che hai scelto.Ma lo stai facendo serenamente, perchè questo è vivere in tutto il suo incoerente, crudele, ma (già!) splendido senso.Ti ammiro tantissimo,perchè sai accettare una vita difficile ma più piena di chi vive per non piangere mai.
Ti voglio bene,e ti sono vicina.Sembra una frase banale,ma è ciò che mi esce dal cuore. Un bacio da Eleonora, che si rivela per quel che è, senza ricorrere all\’ alter ego di Lavinia!!!
Dato l\’orario e la stanchezza non ho letto..però dato che hai fatto un salto nel mio blog, ero passata per salutarti e ringraziarti!!
Baci a presto!
Puoi aggiungermi nella lista dei blog!
Ti capisco anche fin troppo. Cerchiamo tutti di riempire i nostri vuoti davanti allo schermo di un computer. Su un blog scriviamo le nostre confessioni. E c\’è sempre qualcuno che ti dice, "ma come cazzo te pija de scrive certe cose", semplicemente "come mai sei triste?".
Spesso le spiegazioni non sono così semplici. Mia madre mi chiede sempre perchè è scomparso quel sorriso perenne che illuminava il mio viso quand\’ero bambino. Ora non sorrido più, se non per rallegrare qualcun\’altro. Vivo non vivo? Boh. E che significa vivere? Fare qualcosa per noi stessi e dimenticarci un attimo degli altri forse.
Ma in realtà dimenticarci degli altri è impossibile. Quando facciamo qualcosa ci ispiriamo sempre a qualcuno, che sia una ragazza, che sia un amico, ma niente avviene per caso, anche scrivere sul blog, c\’è sempre un motivo. Sono gli altri che non lo vedono. E questo non è problema tuo, caro compagno. Prendi la falce e il martello e vai a sentire i Modena, così ti distrai un po\’, ahahaha!
No vabbè a parte gli scherzi io per colpa di Alessia ho sofferto un casino ed ora ho una mentalità piuttosto nera nei confronti di qualsiasi donna. Qualsiasi cosa mi dicono io non ci credo, e rispondo pigliandole per il culo (un po\’ come fa Parente, quello sì che ha capito tutto!!)… Però è proprio pensando ad Alessia che ho composto una ballata. Mica na canzonetta. Una ballata! Al pianoforte. E senza nessuno sforzo. Spesso quando soffriamo molte cose che prima sembravano così difficili, diventano quasi banali. Allora fai tesoro di tutti gli errori e vai avanti come un treno. Non fermarti. Non aspettare nessuno. Corri. Solo se corri qualcuno ti seguirà.
Un saluto dal vecchio compagno cubano…
Bella